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 Diario di Diapo Mapo

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MessaggioTitolo: Diario di Diapo Mapo   Gio 03 Gen 2013, 23:57

Prefazione:

Questo mio diario non vuole essere un "diario tecnico" sulle Alfa da me, od in tenera età, avute da mio padre.
Vuole invece essere un diario soprattutto di memorie, scritto in modo forse in stile romanzato ma dai contenuti veri, della mia vita in relazione con l' Alfa Romeo e con vicende da me vissute che mi legano ad essa ed alle sue vetture.

Pertanto, chi si aspetta cronologie quotidiane sulla propria Alfa, non troverà nulla di interessante.
Mentre chi ama leggere e soprattutto ama lo spirito Alfa Romeo, può forse trovare qualche cosa di interessante o di "spiritualmente stimolante".

IL tutto si ambienta dal 1963 ad oggi.

Siccome faccio di questo spazio un "mio" spazio, qualora io possa essere in OT, prego gli amministratori di farmelo sapere in modo che io possa terminare immediatamente senza rompere le balle a nessuno.

*-*
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MessaggioTitolo: Re: Diario di Diapo Mapo   Ven 04 Gen 2013, 00:20


Proprio perche' e' un diario personale, lo spazio e' tuo e liberamente utilizzabile.
Gli "off-topic" casomai potrebbero essere generati da altri e non da te.

Essendo un "romantico Alfista" troverai in me assiduo lettore dei tuoi racconti. study
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MessaggioTitolo: Re: Diario di Diapo Mapo   Ven 04 Gen 2013, 00:45

Grazie Giuz...

Io purtroppo ho i miei difetti, tra i quali amar scrivere.
Grazie per concedermi uno spazio "mio"...

Magari scriverò cose non interessanti per molti, ma amo scrivere e magari a qualcuno piacerà leggere le mie caxxate (ma tutte vicende vere...).

In fondo un diario parla di se stessi... Ma qui voglio che parli di Alfa Romeo...


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MessaggioTitolo: Re: Diario di Diapo Mapo   Ven 04 Gen 2013, 01:29

Sabato, 16 Febbraio 1963 - ore 20:30

Il telegiornale era appena finito.

"Come va, Liù... Tutto a posto?"
"Si, Berto... nessuna contrazione..."

"Liù" era quella che sarebbe diventata la mia mamma e "Berto" era colui il quale sarebbe stato mio padre.
Ma io non lo sapevo ancora, o per lo meno non ancora sino alle prossime ore.

E non sapevo neppure che lavoro essi facessero e chi era, in fondo, la mia "vera madre", ossia ciò che avesse fatto in modo che io venissi al mondo. In altre parole non conoscevo il destino che mi aveva realmente generato.

Alberto Ziviani e Maria Coppier si erano conosciuti e si erano sposati un paio di anni prima, nel 1961, in un' Azienda che costruiva automobili.
Non semplici automobili, ma vetture che già avevano sulle spalle una storia a dir poco prestigiosa: l' Alfa Romeo.

Con sede a Milano in Via Gattamelata, l' Alfa Romeo era un' Azienda che trovava le sue radici in Francia, quando un certo Pierre Alexandre Darracq mise in liquidazione la propria Società di Automobili che divenne dapprima A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) per poi trasformarsi in Alfa Romeo quando un certo Ing. Nicola Romeo decise di “assorbirla” nel lontano 3 Febbraio 1918.

La prima guerra mondiale (la Grande Guerra) spinse l’ Alfa Romeo a sopravvivere costruendo cucine a gas, mentre la seconda guerra mondiale vide l’ Alfa Romeo smantellarsi per occupare da “sfollati” diverse zone, tra le quali una ex coltelleria ormai in disuso dalle parti di Armeno (zona Omegna, tra il Lago d’ Orta ed il Lago Maggiore), per trasferire ciò che rimaneva del proprio reparto “Progetti Esperienze”: in quella sede, per mancanza di lavoro, i dipendenti costruivano infissi, scaffali, ecc… Il resto dell’ Alfa Romeo restò a Milano, costretta a costruire armamenti bellici.
Venne parzialmente distrutta da un grosso bombardamento, essendo per i nemici un obbiettivo militare.
Le macerie dell’ Alfa Romeo furono tra quelle che costituirono l’ edificazione del Monte Stella di Milano: siccome a fine guerra non si sapeva dove smaltire le macerie dei bombardamenti, a Milano decisero di “costruire una montagna”. Nacque così il Monte Stella, proprio vicino al futuro Stadio di San Siro. Chiunque faccia una passeggiata, footing od altro su quella montagnetta sappia che sotto quel “verde” ci sono anche i resti di una parte di Alfa Romeo… Oggi sono gli unici resti dell’ Alfa: i resti del Portello che le Amministrazioni Comunali hanno deciso di disintegrare per lasciare posto ai vari Centri Commerciali saranno per sempre “dispersi nell’ aere”… Ma l’ Alfa Romeo - Milano ci sarà sempre e per sempre … Sotto il Monte Stella (conosciuto anche come “Montagnetta di San Siro”)…

[continua…]
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MessaggioTitolo: Re: Diario di Diapo Mapo   Dom 13 Gen 2013, 22:30

Sabato, 16 Febbraio 1963 - ore 21:15

"Piatto piange..."
"Ma come? abbiamo messo giù tutti..."
"Si, Ziv... Tutti tranne te"
"Oh cacchio, scusate..."
"Si, lo sappiamo... sei agitato..."

Il pokerino del Sabato sera era sacro quasi quanto la messa della Domenica mattina per i praticanti della religione cristiana.
Alberto Ziviani era praticante della sacra funzione pokeriana del Sabato sera con alcuni colleghi dell' Alfa Romeo, mentre disertava perentoriamente da decenni quell' altra sacra funzione religiosa dove tutti dovevano uscire di casa per sentire un uomo che raccontava cose dette da altri uomini, accompagnata da riti in cui si doveva cantare, stringere la mano a sconosciuti e mangiare una cialda bianca e rotonda pronunciando parole ormai da lui dimenticate. Insomma, non solo non era praticante, ma nemmeno fingeva di essere credente.

In Azienda era conosciuto come "il tedesco".
Non solo perché aveva i capelli sempre rasati quasi a zero con la sfumatura dietro, ma anche perché quando "Ziv" (era il diminutivo del suo cognome usato sul lavoro) diceva una cosa, quella era: non accettava compromessi da nessuno, manco fosse stato Luraghi in persona (allora Presidente dell' Alfa Romeo) a propinarglieli. Piuttosto si sarebbe licenziato.

"Io dico Cip"
"Ok, Cip"
"Io no: rilancio di 20 Lire", disse Ziv
"No, non ci sto"
"nemmeno io"
"Manco io"

Avendo abbandonato tutti, Alberto Ziviani si stava prendendo la posta quando squillò il telefono.

"Ziv, è l' ospedale: tua moglie ha le doglie"
"Ma dai, non scherzare: manco aveva le contrazioni fino a mezz' ora fa..."
"Non scherzo: ho qui al telefono tuo suocero che dice che tua moglie ha le doglie..."
"Oh cacchio!... scusate ma devo andare... E di volata!..."

La Dauphine bianca, costruita dall' Alfa Romeo su licenza Renault, partì sgommando e sfidando ogni legge fisica per raggiungere in poco tempo, percorrendo ogni curva su due ruote, l' ospedale "Macedonio Melloni" di Milano.

"E' un maschio!", esordì l' infermiera al suo ingresso nel reparto dell' ospedale, "E' nato proprio ora!"

Erano le 21:45 di Sabato, 16 Febbraio 1963
Nacque così colui il quale sarebbe nel tempo diventato uno dei più grossi produttori di guai della vita di Alberto Ziviani: nacqui io.

[... Continua...]
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